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…Verso Santiago de Compostela

Dai Pirenei al mare… lungo il sentiero dei Pellegrini

Vi racconto il mio viaggio (come se parlasse Sultano, il Cavallo protagonista dell’impresa)

Un coreaceo e convinto cavaliere Sardo, va a riproporre l’antica Via de Santiago de Compostela, nel rispetto di un voto per l’umanità tutta.

Il suo Nome è Andrea Peddis Guida Equestre Ambientale e Sultano è il suo cavallo, il colore verde è il suo vessillo ed ENGEA è il suo casato.

Questo articolo segue l’itinerario punto su punto dettagliando le varie tappe, gli incontri ed il ritorno di Andrea e Sultano alla sede nazionale ENGEA a Silvano Pietra (PV).

La partenza è stata all’alba di Venerdì 3 Giugno 2016, dalla Sede Nazionale ENGEA di Silvano Pietra (PV), davanti alla Chiesa romanica di S. Maria e S. Pietro, i quali speriamo abbiano strizzato l’occhio ad Andrea e a Sultano, augurandogli un buon viaggio. Con una scorta di Garibaldini volontari a cavallo e i mezzi di servizio, i nostri amici sono stati scortati ed accompagnati sino ai piedi dei Pirenei francesi, più precisamente a Saint Jean Pied De Port e da qui, è cominciato il solitario viaggio del nostro avventuroso amico e del suo fido cavallo. L’appuntamento era per il 30 Giugno 2016 a Santiago de Compostela, dove Andrea e Sultano hanno trovato ad accoglierli “in pompa magna” il mezzo operativo ENGEA per il giusto ritorno a Silvano Pietra e riprendere poi il viaggio per la loro amata Sardegna.
Dopo questa esperienza affronteranno la vita con uno spirito diverso e più gioioso.

Tino Nicolosi
“Il Cammino di Santiago”
“Quando le tue gambe sono stanche,
cammina con il cuore…” (cit. Paulo Coelho)

Santiago de Compostela… verso l’arrivo!
Il Cammino di Santiago de Compostela rappresenta nel panorama mondiale, uno tra i percorsi religiosi di più alta rilevanza ed importanza e la perspicacia di un cavaliere, messo di fronte alle sue paure e fragilità e la lungimiranza di un presidente, hanno costruito le basi solide, affinché questo mistico percorso venga affrontato a cavallo con l’umiltà, la forza e la misericordia che muove ogni uomo.
Siamo a settembre del 2015, quando una chiamata piacevole viene ricevuta dal Presidente ENGEA Mauro Testarella, è Andrea Peddis, Guida Equestre Ambientale, distintasi durante il suo corso, per il conseguimento del titolo, nel 2011, presso la A.S.D. Canunia (Cuneo), tenuto dal Dirigente Gaetano Festini.
Andrea riferisce la volontà di percorrere il “Cammino di Santiago” e di collaudare il percorso; la decisione dell’Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali, in seno al Presidente Nazionale, arriva dopo una riunione unanime e condivisa da tutti… “Si parte per il collaudo.”
Vi è stata una preparazione di oltre 8 mesi per realizzare il collaudo per merito del cavallo “Sultano” Anglo-arabo-sardo.

Il Cammino di Santiago viene ogni anno percorso da migliaia di pellegrini sin dal medioevo attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al Santuario di Santiago de Compostela, presso cui ci sarebbe la tomba dell’apostolo Giacomo il maggiore. Si narra che dopo la morte dell’apostolo, avvenuta in Palestina, un angelo nell’813 indicò all’eremita Pelagio, tramite delle luci simili a stelle sul monte Liberon, la tomba di Giacomo con la scritta “Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e Salomé”. Da lì in poi è divenuta la meta religiosa per milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo, il percorso più finanziato dall’unione europea e patrimonio dell’unesco; simbolo centenario del cammino è la conchiglia, che anticamente veniva utilizzata dai pellegrini per raccogliere l’acqua dai ruscelli e dissetarsi, conchiglia che ne traccia e segnala il cammino per tutto il percorso.

Ma come affrontare un percorso di oltre 8oo km. a cavallo?

A prescindere un’adeguata preparazione e conoscenza del cavallo con i suoi limiti ma non solo, una conoscenza personale ed introspettiva di sé stessi. In questi tragitti si ha la responsabilità di sé stessi, ma sopratutto del cavallo, il che ogni minima superficialità presa, può provocare l’interruzione del percorso. Ad oggi questo tragitto viene percorso per la ricerca di sé stessi, per la fede o misticamente per ritrovare l’umanità del proprio essere e, percorso con il proprio amico cavallo, mette in secondo piano questa necessità bensì, rappresenta una prova decisiva per il binomio uomo-cavallo.

La partenza viene fissata per il 3 Giugno 2016, dove un’unità dell’E.N.G.E.A. parte alle ore 5.00 del mattino da Silvano Pietra (PV) con il Coordinatore Nazionale Renzo Tomi, Tino Nicolosi, Andrea Peddis e Sultano diretti al punto di partenza del Cammino a Saint Jean Pied De Port – Francia. Arrivati, Sultano riceve un piccolo premio iniziale da Mesier Dominic, che gli riserva un’immenso pascolo verde costeggiante un ruscello. Il 4 Giugno con l’apprensione del viaggio ed un insieme di emozioni, Sultano ed Andrea, sui Pirenei Francesi, iniziano la sfida che gli cambierà la vita per sempre.

Da subito la preparazione del binomio uomo-cavallo viene messa alla prova, i Pirenei vengono affrontati con uomo a terra e salite impegnative, ma appena superati dolci colline ed interminabili distese di campi lasciano il passo ad un tragitto difficile, ma praticabile. Andrea ha dovuto ridimensionare l’alimentazione di Sultano procacciata durante il percorso da aziende locali e purtroppo non condita da fieno il quale non è sempre disponibile.

Ogni tappa giornaliera viene percorsa tra i 20 e i 50 km. dipendentemente dalle difficoltà incontrate, una tra le tante, i punti di sosta sono usufruibili solo per i viandanti e non per un binomio uomo-cavallo, questo ha alzato e determinato la difficoltà del viaggio, poiché un cavaliere ogni giorno ha sempre dei chilometri in più da percorrere, dai 3 ai 5 km. per raggiungere il cavallo stazionato la sera prima, sellarlo e partire. Vi è solo un’associazione locale che aiuta e promuove il cammino con punti sosta per il cavallo e si trova nella Regione Castiglia a Leon, il resto del cammino ha stazionamenti distanti dagli alloggi per i pellegrini, dove possono trovare una branda per dormire ed un lauto pasto per rifocillarsi. Sultano grazie alla preparazione, riesce con tranquillità a sostenere ogni tappa del cammino ed Andrea a continuare il viaggio oltre ogni improbabile difficoltà incontrata.

La maggior parte del percorso viene effettuata in Spagna e la particolarità del territorio si presta ad interminabili colline verdeggianti ed infinite strade, che tracciano la via ai pellegrini sotto il sole cocente, i quali durante il tragitto si animano di altruismo e compassione per le difficoltà dei suoi simili; nasce cosi un’unione e senso di appartenenza insindacabile, di aiuto reciproco e di sostegno. Tra alture e piccoli tratti in salita i pellegrini sostano su chioschi che offrono mele, acqua e frutta a costi altissimi e fuori mercato, ma nonostante ciò i pellegrini continuano il cammino in una terra dai colori e suggestioni uniche al mondo.

Giorno 28 Giugno, dopo 25 giorni di cammino tra Francia e Spagnia ecco l’entrata di Andrea Peddis alle ore 07.00 del mattino al Santuario di Santiago de Compostela, scortato dall’unità di soccorso E.N.G.E.A. partita, il 26 giugno per il recupero, da Asola. L’imponente Cattedrale si erge tra i fedeli e le vie limitrofe, gremite di pellegrini e rappresenta il raggiungimento e la fine di questo lungo tragitto concluso tra gioie e dolori, ma sicuramente con un bagaglio di emozioni da custodire gelosamente nella propria vita.
Tra i pellegrini un rammarico, leggermente accennato dalla fatica, per la commercializzazione della fede e la poca intimità che la città dà, simile ad altri santuari di non secondaria importanza, che sgonfiano le aspettative religiose e danno spazio ad un vero e proprio business improntato sulla fede.

In fondo, questo Cammino osannato da scrittori e riecheggiante tra le vie che lo comprendono, rappresenta la via di fuga da una civilizzazione estremizzata e poco umana e riesce a dare con i suoi sentieri il giusto metro per vivere la propria quotidianità. Andrea dissella Sultano nella piazza di fronte alla Cattedrale, liberandolo da ogni peso, da ogni fatica, che ha superato giorno dopo giorno in questo cammino e con la poca carne tra le ossa rimasta si concede tra le lacrime di un’emozione.

Nella relazione di Andrea Peddis si evince che solo pochi tratti di cammino permettono il giusto passo per il binomio uomo-cavallo e che possa essere questo collaudo lo spunto da valutare e perseguire al fine di rendere fruibile ai trekkers di tutto il mondo il cammino di Santiago, che ha cambiato e cambierà la vita a tutti coloro che ricercano se stessi in questi sentieri.

Non ha importanza di che colore tu abbia la pelle, a che religione appartieni e di che nazionalità sei, questo lungo Cammino ti porterà verso la conoscenza di te stesso, delle tue paure e dei tuoi limiti. L’augurio che possiamo auspicare è quello di farlo vivere serenamente anche al nostro amico cavallo, collaudando per lui ed il suo cavaliere il cammino che ti mette alla prova.
L’arrivo a Silvano Pietra avviene alle ore 20.10 del 30 Giugno con il presidente Mauro Testarella e gli sponsor che hanno permesso questo collaudo tra cui Antonio Tognetti, Fabio Benvenuti, Elisa Agrusa, Valeria Casadei di Ferlandia e non ultima L’E.N.G.E.A. tutta, che ha realizzato con uomini come Andrea Peddis il primo passo per la certificazione dell’ippovia di Santiago di Compostela e renderla fruibile non solo ai pellegrini ma anche ai trekkers di tutto il mondo.
Tino Nicolosi

I ringraziamenti di Andrea

Un percorso di 800 km. lungo la via Francigena del Cammino di Santiago in compagnia del proprio cavallo è stata un’esperienza unica che mi porterò dentro per il resto della vita. Un sogno che si è realizzato affrontando le difficoltà legate al totale isolamento, al percorso, al clima ma soprattutto alla sistemazione ed alimentazione del cavallo. Giorno dopo giorno il cammino si mostra in tutta la sua durezza, in tutta la sua bellezza, regalando gioie, dolori che ti seguono fino alla tanto agognata meta, stati d’animo in continuo mutamento come in un susseguirsi di emozioni senza fine, sempre differenti e mai banali.

Le torri della basilica dell’apostolo Giacomo svettano maestose sulla città di Santiago e solo in quel momento capisci che il viaggio è giunto al termine, che il percorso iniziatico, spirituale si è concluso.

Questa bellissima avventura non sarebbe mai stata possibile senza il supporto tecnico e logistico dell’ENGEA, che ringrazio di cuore per essere riuscita a trasformare un sogno in realtà. L’aiuto che ho ricevuto è stato fondamentale affinché io e Sultano potessimo raggiungere, dopo 800 km. la tanto agognata meta. Un ringraziamento particolare va al presidente dell’Associazione Mauro Testarella e Adina Pinzi, ai quali è bastata una stretta di mano per credere in me; a Renzo Tomi e Tino Nicolosi, due angeli custodi che hanno seguito tutta la parte legata alla logistica; ad Antonio Tognetti per i suoi fantastici prodotti naturali, che hanno permesso a Sultano di affrontare la durezza del cammino; a Fabio Benvenuti grande uomo di cavalli che, con la sua esperienza ha regalato a Sultano una sistemazione a 5 stelle; alla società Ferlandia di Predappio di Valeria Casadei per l’abbigliamento tecnico associazionistico di altissima qualità. In fine un grande pensiero va alla mia famiglia e soprattutto a Paolo e Giorgia ai quali voglio rivolgere un pensiero di gioia e speranza affinché su tutto il mondo possa tornare la pace, questo è il mio voto di devozione al Santo Pellegrino per l’Umanità tutta.
Andrea Peddis