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Articoli Engea

Le vostre esperienze con Engea Group..!

Si è appena concluso il primo modulo del corso guide di 2°livello: sono stati sei giorni molto impegnativi, ma anche ricchi di emozioni. Grazie all’esperienza della “notturna” con il trasferimento da Lurisia al rifugio Mondovì e ai percorsi particolarmente impegnativi, si ha davvero la possibilità di mettersi alla prova, di migliorare la propria tecnica e di imparare a gestire al meglio le proprie emozioni.

Il gruppo di cui ho fatto parte era costituito da otto persone ed è stato seguito e supportato da tre formatori: Bruno, Enio e Giorgia, i quali hanno fatto il possibile per trasmetterci la giusta motivazione e determinazione per affrontare le difficoltà incontrate sul percorso.

Durante i primi due giorni di esercitazioni e rodaggio con i cavalli presso la palestra di Lurisia, si è avuto modo di verificare la stabilità dei binomi e di simulare alcune delle difficoltà che si sarebbero incontrate i giorni seguenti in quota.

La seconda notte è iniziata l’avventura vera e propria, quella di fondamentale importanza per una guida che deve prepararsi ad affrontare al meglio qualsiasi situazione o imprevisto: ci si rende ben presto conto del fatto che bisogna fare molto affidamento sul cavallo; quest’ultimo infatti è in grado di vedere molto bene al buio ed ha un ottimo fiuto, per questo bisogna prestare molta attenzione ad ogni sua reazione che può essere un segnale di pericolo. A turno, ogni futura guida ha condotto la sezione per un tratto, provando in prima persona il senso di responsabilità in quella situazione. Tra le difficoltà più evidenti, oltre la visibilità molto limitata, vi sono stati il senso di stanchezza sempre più profonda e tratti di strada con pericoli scarsamente visibili proprio a causa dell’oscurità.

Una volta giunti al rifugio Mondovì, ogni membro del gruppo è stato incaricato di accudire il proprio cavallo che, in assenza di stalla, era legato all’aperto. Nelle giornate successive sono state eseguite varie esercitazioni in zone prive di sentiero simulando dei sopralluoghi, imparando così a scegliere il percorso migliore per rimanere in sicurezza ed affaticare il cavallo il meno possibile, compito di fondamentale importanza per una guida.

Grazie alle successive escursioni, tra cui quella molto impegnativa al Lago dei Biecai, è stato possibile mettere in pratica le tecniche apprese sul terreno impervio della montagna, per verificare l’effettiva preparazione individuale.

Il percorso formativo per diventare guide equestri richiede dunque grande impegno ed esperienza sul campo, ma credo possa offrire anche grandi soddisfazioni.

Il bilancio di questo corso è per me sicuramente positivo: lo spirito di gruppo che si è creato, al di là delle differenze di età, provenienza e competenze tecniche, ha avuto come tema di fondo l’amore per il cavallo e per la natura. È proprio questa grande passione, unita al fascino della montagna e ai pericoli che essa nasconde, che ha dato vita a un’esperienza unica, che difficilmente si può dimenticare e che consiglierei a tutti coloro che desiderano fare di questa passione un lavoro.

Lucia Balbi