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Articoli Engea

La Piana dei Gi-Giò: la passione è nel DNA

La Piana dei Gi-Giò nasce a Chieri, nella provincia di Torino che si affaccia a quella astigiana, all’ombra delle passioni per cavalli e natura di un piccolo grande uomo, Bruno Montagnani. Toscano di Cecina, Bruno nacque in una famiglia di agricoltori e allevatori di cavalli per l’Esercito. Giunto in Piemonte come partigiano, tra mille avventure, dopo una vita intensissima e ricca di imprese, finalmente riesce a ricostruire uno spicchio di Maremma in Piemonte: inizia così l’allevamento di chianine e cavalli “sella italiano”. E c’è chi ricorda ancora Topo, un toro di 2 tonnellate, attrazione delle mostre zootecniche degli anni ’70.

Con il suo patrocinio nasce nel 1992 un centro Anire, “Cascina del Ritano”, per l’attività equestre volta ai disabili, coordinata dalla figlia del fondatore, la dott.ssa Mara Montagnani, centro che opererà fino al 1999.

Nel 2002, sempre per volere di Mara, nasce La Piana dei Gi-Giò.

Oggi Cristiano, Guida di 2° Livello Engea, nipote di Bruno, continua a coltivare le passioni degli avi, arricchendo l’associazione del suo giovane entusiasmo. L’atmosfera che si respira arrivando al centro di Chieri non è soltanto quella di un maneggio, ma di una vera e propria famiglia, dove chi arriva per un’ora a cavallo si ferma per l’intero pomeriggio, perché la cosa più importante è stare assieme e condividere i propri interessi.

Mara è per tutti non solo docente e istruttore, ma anche “mamma”, Cristiano ha sempre un sorriso per tutti ed è disponibile con tutti: è anche per quest’atmosfera che alla Piana le ore scorrono via veloci. Lezioni di equitazione, ma anche passeggiate, nell’ottica di uno sviluppo del turismo equestre che valorizzi questo territorio.

Cristiano, assieme ai fratelli, ha poi reso realtà anche un altro progetto: riprendere l’attività agricola del nonno. E’ nata così Domus Equi, azienda agricola che oltre ad occuparsi dell’allevamento di cavalli produce verdure biologiche, nel pieno rispetto dell’ambiente e della biodiversità.

Giorgia Ferrero